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47 Responses to “Benvenuti sul nostro blog!”

  1. ho letto il volantino recapitatomi in data 21 luglio 2007, per prima cosa voglio ringraziare l’associazione per l’informazione che rende ai cittadini ignari di molte cose, per seconda cosa vorrei sapere quali sono le NUMEROSE E GRAVI LACUNE emerse nell’incontro del 20 luglio con il Presidente della provincia. Grato per un sicuro riscontro, sicuramente partecipero alle prossime riunioni cosa che mi e’ stata impedita per motivi personali la volta scorsa. Mi raccomando troviamoci E’ IMPORTANTE.

  2. Bravi!!!!!
    l’associazione sta finalmente rendendo pubblica questa storia, continuate perchè moltissimi sono con voi.
    Non ero a casa quando è stata fatta la riunione nel salone dell’oratorio, gli amici mi hanno ragguagliato, ma se è possibile vi chiedo di pubblicare sul sito un sunto della serata, per quelli come me che non hanno potuto assistervi dal vivo.

  3. leggete un po cosa ho trovato, in riferimento alle emissioni in atmosfera di nanoparticelle e nanopolveri provocate da combustione.
    Alla faccia di chi dice di non preoccuparsi e che non c’e’ in giro pubblicazioni scentifiche che confermano il problema.
    A parte il fatto che una semplice ricerca bibliografica mostra che la letteratura scientifica è piena di riscontri sulla questione degli effetti delle nanoparticelle sulla salute, la posizione di chi vuole farci credere che non c’è pericolo è stata contraddetta ufficialmente dalla Commissione Europea con il recente lancio dei programmi di ricerca del settimo programma quadro.

    Leggiamo infatti nel testo del programma di lavoro del settimo programma quadro che fra le linee di ricerca finanziate dalla commissione ci sono i seguenti argomenti (nanoparticles vuol dire “nanoparticelle”, “health” sta per “salute”):

    NMP-2007-1.3-2 Risk assessment of engineered nanoparticles on health and the environment

    NMP-2007-1.3-3 Scientific review of the data and studies on the potential impact of engineered nano-particles on health, safety and the environment.

    NMP-2007-1.3-4 Creation of a critical and commented database on the health, safety and environmental impact of nanoparticles

    NMP-2007-1.3-5 Coordination in studying the environmental, safety and health impact of engineered nanoparticles and nanotechnology based materials and products

    Ovvero, la Commissione Europea giudica la questione dell’effetto delle nanoparticelle sulla salute umana cosa abbastanza importante da dedicarci non uno ma quattro programmi di ricerca (!!). La commissione, evidentemente, si preoccupa della salute dei cittadini europei è ritiene che la questione debba essere studiata e approfondita.
    meditate amministratori, meditate

  4. ho letto il volantino recapitatomi in data 21 luglio 2007, per prima cosa voglio ringraziare l’associazione per l’informazione che rende ai cittadini ignari di molte cose, per seconda cosa vorrei sapere quali sono le NUMEROSE E GRAVI LACUNE emerse nell’incontro del 20 luglio con il Presidente della provincia. Grato per un sicuro riscontro, sicuramente partecipero alle prossime riunioni cosa che mi e’ stata impedita per motivi personali la volta scorsa. Mi raccomando troviamoci E’ IMPORTANTE.

    Stiamo ottenendo la documentazione ufficiale (visto che sono atti pubblici) e stiamo valutando il mezzo più idoneo alla divulgazione, visto che siamo in un periodo di ferie. Continua a seguirci sul sito!

  5. Stamane nella cassetta delle lettere ho trovato una graditissima sorpresa! La bolletta dell’ENEL che pagherò e che continuerò a pagare anche se costruiranno la centrale a biomassa.
    Scherzi a parte la vostra iniziativa mi è molto piaciuta, è giusto avvisare e informare la cittadinanza. Sono stato presente alla riunione del 4 luglio che mi ha aiutato ad aprire gli occhi su tante cose. Continuate così, quella è la strada giusta.

  6. grazie per la risposata, l’informazione e’ una cosa dovuta ai cittadini e non e’ solo affare di chi amministra, finalmente molti apriranno gli occhi su questo e su altre relata’ della nosta comunita’.

  7. INTERROGAZIONE REGIONALE
    REGIONE PIEMONTE.
    GRUPPO VERDI PER LA PACE
    Al Presidente del
    Consiglio regionale del Piemonte
    INTERROGAZIONE
    ai sensi dell’articolo 18, comma 4, dello Statuto e dell’articolo 89 del Regolamento interno.
    a risposta orale in Aula a risposta orale in Commissione a risposta scritta X
    OGGETTO: centrale a biomassa nel Comune di Caresana (VC).
    Premesso che:
    · È stato presentato, da parte della società Biopower Vercellese, un
    progetto di centrale a biomassa nel Comune di Caresana, per produrre 20 MWhE l’anno, con un bisogno di combustibile pari 252 t/giorno pari
    a 86.100 t/anno;
    · L’area di interesse per la centrale, come da progetto presentato, è di circa 11.250 mq, a fronte di un ipotesi di acquisto, da parte della
    società, di un area pari a 256.250 mq;
    · Il proponente fa richiamo ad un uso di acqua potabile per alimentare l’impianto di generazione di energia elettrica, ignorando di fatto il
    divieto da parte della vigente normativa dell’uso industriale di acqua potabile;
    · Nella presentazione del ciclo, vedasi il “Volume di Fornitura” al punto
    2….. “il materiale risultante è un combustibile, in caso di carta e fogli di plastica della grandezza di un biglietto da visita”;
    GRUPPO VERDI PER LA PACE
    · Il combustibile utilizzato in progetto dovrebbe avere valori di P.C. =
    16.985 KJ/kg, pari a 4.056 kcal/kg
    Considerato che:
    v Storicamente centrali a biomassa in funzione nella nostra Regione utilizzano legna stoccata da tre anni con P. C. pari a 2500 Kcal/Kg;
    v Il fabbisogno giornaliero di biomassa è notevole e non si capisce quale il legame con la realtà della zona di ubicazione, famosa per le risaie e la conseguente produzione di paglia e pula di riso, con P. C. alquanto basso, per cui è ipotizzabile un gran traffico di mezzi pesanti che renderebbe difficoltoso il traffico in una zona poco servita; v il proponente riporta una tabella relativa ai valori delle ceneri in cui
    figurano composti quali idrocarburi aromatici, benzene, toluene, PCB, mercurio, cadmio.
    INTERROGA
    la Giunta regionale
    per sapere:
    · Il reale proponente del progetto, natura della società, sede legale e capitale versato, esperienze nella gestione di impianti simili;
    · Quale la zona di approvvigionamento della biomassa necessaria al funzionamento della centrale, e l’incidenza dei mezzi pesanti di trasporto nell’ambito della viabilità di livello provinciale;
    · Quale biomassa abbia tra le componenti carta e fogli di plastica e delle ceneri con i composti e valori sopra riportati;
    GRUPPO VERDI PER LA PACE
    · Quali i quantitativi di acqua potabile necessari al funzionamento
    dell’’impianto, le eventuali deroghe all’uso, se si può derogare alla
    vigente normativa, e quali le fonti di approvvigionamento;
    · Se oltre alla biomassa sia ipotizzato l’utilizzo di altre risorse combustibili.
    Torino, 7 marzo 2007
    PRIMO FIRMATARIO Mariacristina SPINOSA
    Il file è trasmesso con e-mail
    floppy disk

  8. Sono rimasto meravigliato della nascita di un movimento spontaneo a Caresana che possa tutelare la nostra salute. Nel dubbio e nella confusione che si è creata spero che sia una valida possibilità di poter comprendere quanto sta capitando alla luce delle vaghe notizie che i nostri amministratori ci hanno fatto pervenire. Dobbiamo lottare per la limpidezza delle notizie poichè ogni dato nascosto sicuramente potrebbe racchiudere un danno maggiore per tutti noi. Non mi importa in primis cosa potrà guadagnare chi è impegnato nella realizzazione dell’impianto, l’importante e fondamentale è che non speculino sulla salute delle persone.
    ciao

  9. CHI VUOLE ACCEDA QUI

  10. RICEVO ORA IL VOLANTINO DI RETTIFICA DI QUANTO AVETE SCRITTO NELLA PRECEDENTE COMUNICAZIONE E FRANCAMENTE INCOMINCIANO A SOGGIUNGERMI DEI DUBBI.
    VERO LA NON INFORMAZIONE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, I CONSIGLIERI O ASSESSORI DOVREBBERO PRENDERE DELLE POSIZIONI DI CHIAREZZA PUBBLICHE NON PRIVATE A SECONDO DI CHI INCONTRANO, MA ALTRESI VERO LA POCA CHIAREZZA DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA E TUTELA DEL TERRITORIO DELLA BASSA CHE NEL GIRO DI POCHI GIORNI HA DOVUTO COMUNICARE UNA PRECISAZIONE DI QUANTO SCRITTO NEL PRECEDENTE VOLANTINO (CONSIGLIO NUMERATE I VOLANTINI).
    FATEMI CAPIRE, ANCHE SE FORSE VEDO LUNGO E HO GIA CAPITO. ALLA PROSSIMA - P.S. SAREBBE BELLO TROPPO BELLO UN DIBATTITO PUBBLICO MA E’ FANTASIA.

  11. SAREBBE BELLO TROPPO BELLO UN DIBATTITO PUBBLICO MA E’ FANTASIA.

    Se qualcuno nn fosse stato impegnato a festeggiare l’indipendece day si sarebbe accorto che un dibattito c’è stato la sera del 4 luglio!!! e chiunque avrebbe potuto chiarire i propri dubbi con domande anke sulla numerazione dei volantini!!!
    Non ho ancora un idea chiara sul progetto della centrale e quindi nn mi esprimo ma questo intervento era contro la disinformazione diffusa!!!

  12. @Lucignolo: il problema è proprio questo: come farsi idee precise se NESSUNO conosce i particolari (e nemmeno le “grandi linee”, peraltro) del progetto per la centrale?
    La questione è tutta qui. Una volta avute risposte certe, ognuno potrà prendere posizione a favore o contro la centrale. Ma almeno si deve sapere, ad esempio, quale sarà il *vero* combustibile, così, tanto per capire cosa ci toccherà respirare…

    @ilgrilloparlante: sì, sarebbe bello un dibattito pubblico. Purtroppo finora non è stato possibile ottenerlo…

  13. Lo sapete che chi vole venire a costruire la centrale a Caresana ha provato già in altre posti come ad esempio a Ceva in provincia di cuneo e una volta che la gente ha capito di cosa si trattava li ha spediti via alla faccia dei soldi e dei benefici decantati.
    (date un occhiata su internet e troverete tutta la storia) Cosa dite, la i cittadini sono stati più sciocchi di noi a mandarli via o sono stati più intelligente a preservare la loro salute ed il loro territorio?
    Vale la pena , magari, fra qualche anno trovarsi con qualche figlio malato???
    Al di la della simpatia personale o meno che si può provare per qualcono, bisogna essere onesti e dire che se non era per chi ha organizzato l’incontro all’oratorio a luglio e che sta tenendo vivo il problema adesso, tutto sarebbe continuato e passato inosservato seppure di mugugni in giro se ne sentivano. Addirittura io avevo capito che era già stato tutto deciso, invece come finora si è capito la verità è un altra; di deciso non c’è ancora nulla e abbiamo la possibilità di dire la nostra.

  14. Per Grilloparlante
    Premetto che se uno è convinto e sicuro delle allusioni che fa non dovrebbe avere difficoltà a firmarsi come faccio io.
    Vorrei precisare prima di tutto che il dibattito pubblico noi l’abbiamo organizzato, se poi la controparte, invitata con lettera ufficiale e protocollata in comune, ha deciso di non veneire (scelta rispettabilissima) non è certo colpa nostra. In ogni caso stiamo già pensando di organizzarne un’altro appena possibile, al quale mi auguro tu possa partecipare ed esprimere la tua opinione, come chi ha voluto, ha pototo fare il 4 luglio sera.
    Seconda aspetto, il secondo volantino era una precisazione dovuta al fatto che, qualcuno non aveva compreso bene ciò che volevmo dire. Non escludo un possibile nostro errore di comunicazione dovuto magari ad inesperienza. Penso però altresi che a volte faccia comodo interpretare gli scritti, altre volte invece leggerli parola per parola attaccandosi ad un aggettivo. In ultimo, siccome noi abbiamo appena diradato un minimi di dubbi ma ne abbiamo ancora tanti, se tu hai già capito tutto potremmo incontrarci e magari ce ne chiarisci qualcuno.

    Gabriele Fagnola

  15. (il secondo volantino era una precisazione dovuta al fatto che, qualcuno non aveva compreso bene ciò che volevmo dire??????)
    - - PER GABRIELE FAGNOLA - -
    Caro amico non capisco francamente questo tuo scaldarti, io ho notato che LE NUMEROSE E GRAVI LACUNE le hai anche sottolineate per rimarcarle e in piu anche in maiuscolo.
    Vedi amico mio, plaudo a qualsiasi inizaitiva e abbiamo la fortuna di poterlo fare, il fatto è che a volte gli animi caldi battaglieri fanno stravedere e parlo non per i nobili idelai che come te condivido (la salute in primis) ma li si deve fermare e serenamente colloquiare con tutte le parti. La risposta data da te a Valdes62 che riporto - Stiamo ottenendo la documentazione ufficiale (visto che sono atti pubblici) e stiamo valutando il mezzo più idoneo alla divulgazione, visto che siamo in un periodo di ferie - alla sua domanda che qui riporto - ho letto il volantino recapitatomi in data 21 luglio 2007, per prima cosa voglio ringraziare l’associazione per l’informazione che rende ai cittadini ignari di molte cose, per seconda cosa vorrei sapere quali sono le NUMEROSE E GRAVI LACUNE emerse nell’incontro del 20 luglio con il Presidente della Provincia -
    Il dire (qualcuno non aveva compreso bene ciò che volevamo dire) e’ tutto merito tuo e comunque a nome mio e di chi tu pensi che non abbiano capito,
    ti dico che sono dalla tua parte.
    L’informazione con le rettifiche su argomenti che additano non si devono fare (NUMEROSE E GRAVI LACUNE) lanciano il sospetto. Nel volantino di rettifica scrivi nell’ultima riga prima dei saluti- ad oggi nulla e’ stato deciso ne tantomeno autorizzato - Mi domando: e gli atti pubblici da te decantati????
    Ti sono vicino e grazie per quello che fai.

  16. – PER LAMPO –
    hai perfettamente ragione,nel dire; “Addirittura io avevo capito che era già stato tutto deciso, invece come finora si è capito la verità è un altra; di deciso non c’è ancora nulla e abbiamo la possibilità di dire la nostra”

  17. @Grilloparlante: gli atti pubblici richiesti ufficialmente alla Provincia si spera che arrivino quanto prima, così conosceremo anche noi le “numerse e gravi lacune” che ci sono state solo anticipate.
    Hai ragione sul fatto che le rettifiche (precisazioni, diciamo) non si dovrebbero mai fare in questo tipo di informazione, ma sai bene, anche, che quando c’è di mezzo la politica (e qui c’è!) le parole vanno pesate al milligrammo, altrimenti si rischia di offendere chi (a differenza di tutti gli altri) si dimostra “dalla nostra parte”.
    Capiscici: da “ultimi arrivati” dobbiamo destreggiarci tra chi dice una cosa e ne pensa un’altra, chi vuol capire ciò che non è stato scritto, chi “sa già tutto”, chi vorrebbe estremizzare la cosa perchè “è ora di farci sentire”, ecc., e non è facile scrivere cose che non possano essere in nessun modo malinterpretate, nè in buona nè in mala fede.
    Di qui il volantino di precisazione, sperando che sia l’ultimo (come precisazione, intendo)…

    GD

  18. ti ringrazio gian per la tua risposta, sei un persona con giudizio, hai perfettamente ragione su quello che hai scritto.

  19. vOGLIO ANCH’IO RINGRAZIARE COLORO CHE FINALMENTE HANNO PRESO IL CORAGGIO DI RISVEGLIARE L’ATTENZIONE DEI CONCITTADINI CARESANESI. IL PAESE E’ IN FASE DORMIENTE DA ANNI, E NON MI ASPETTAVO CHE FOSSE UNA CENTRALE BIOMASSE A CAMBIARE IL LOOK AL NS PAESELLO.MOLTI SONO ANCORA RETICENTI,DUBBIOSI: E LA PAURA E’ SEMPRE QUELLA DI ESPORSI IN PRIMA PERSONA PER ESSERE POI PENALIZZATI QUANDO SI HA BISOGNO DI CHIEDERE QUALCOSA ALLE AUTORItA’. SEBBENE ABITIAMO IN PIEMONTE: LE PAURE, LE FAIDE, LE INNUMEREVOLI LITI IN QUALSIASI COMITATO E/o ASSOCIAZIONI IN QUESTI ANNI MI FANNO SORGERE IL DUBBIO DI NON ABITARE IN UN PAESE DEL NORD ITALIA.
    TUTTI HANNO QUALCOSA DI CUI LAMENTARSI SULLA PANCHINA, PERO’ POI SE C’E’ DA SOSTENERE QUALCUNO CHE SI MUOVa AL NOSTRO POSTO COMINCIANO I SOSPETTI.
    oLTRE ALLE CHIACCHERATE ESTIVE PER FAR PASSARE IL TEMPO AL BAR,IN PISCINA, SULLA PANCHINA NON SAREBBE BELLO CHE TUTTI COMINCIASSIMO UN PO’ AD INFORMARCI PRIMA DI PARLARE SENZA COGNIZIONE DI CAUSA? E’ STATO SOLLEVATO UN PROBLEMA MOLTO GRAVE, SE LASCEREMO FARE SENZA CONOSCERNE GLI EFFETTI FUTURI!! PER CUI PRIMA DI ESSERE CONTRO O A FAVORE PERCHE NON RICHIEDERE PERENTORIAMENTE UN INFORMAZIONE CHIARA DA PARTE DI AUTORITA’,ASSESSORI AMBIENTALI, TECNICI DI PARTE E CONTROPARTE, DITTE IN QUESTIONE.
    NON ABBIATE TIMORE DI UNA FIRMA. NON RIMANIANO SEMPRE IN SILENZIO.
    ALCUNI HANNO SOLLEVATO ANCHE IL PROBLEMA DEL DISERBANTE, DEGLI ELICOTTERI “ANTI-ZANZARA”, DEL DOPOSCUOLA DIFFICILMENTE CONCESSO, DELLA SIG.RA LAURA CHE URLA GIORNO E NOTTE E NESSUNO SE NE INTERESSA, CAMBI REPENTINI DI CLERO CHE NON SI OCCUPA PIU’ DEL NS ORATORIO, DEI RAGAZZI ECC. E COSI’ VIA. INCOMINCIAMO A RISOLVERE UN PROBLEMA ALLA VOLTA, FORSE DANDO SOSTEGNO AI PRIMI CHE SI MUOVONO SI DA IL BUON ESEMPIO AFFINCHè ANCHE ALTRI FORMINO DELLE ASSOCIAZIONI O SEMPLICEMENTE NUCLEI IN DIFESA, IN TUTELA, IN SOSTEGNO AD ALTRE PROBLEMATICHE.
    BUONA ESTATE A TUTTI , NON LASCIAMO CADERE L’ARGOMENTO E NON DISPERAIMO MAI CHE LE COSE NON POSSANO CAMBIARE CHE NOI NON POSSIAMO FARE NIENTE: TUTTI NEL NS “PICCOLO” POSSIAMO AIUTARCI.
    pS: AVREI QUALCOSA DA RIDIRE ANCHE A PROPOSITO DEI FESTEGGIAMENTI DI S.GIORGIO.FORTUNATAMENTE UN NUOVO COMITATO SI STA MUOVENDO A FAR UNA BELLA FESTA MA CERTAMENTE AVREBBERO BISOGNO DI UN PO’ PIU’ DI SUPPORTO DA PARTE DEL COMUNE .
    CARESANA DIFFICILMENTE POTRA’ DIVENTARE UN AMENA LOCALITA’ TURISTICA PERO’ ANCHE SE I POCHI CHE SI INTERESSANO PER GEMELLAGGIO A VENIR VEDERE COME SI COLTIVA IL RISO DA NOI O A CONOSCERCI PERSONALMENTE…… VENGONO PROPRIO NEL GIORNO DI FESTA PORTATI VIA…………..QUALI SPERANZE ABBIAMO PER UN ‘APERTURA DI SCAMBIO O RECEZIONE INTERNAZIONALE ANCHE SE A LIVELLI MODESTI
    CON AFFETTO RISO AMARO!

  20. Grazie, Riso Amaro per la tua testimonianza! (la prossima volta, però, non scrivere tutto maiuscolo: si legge peggio e su internet è sinonimo di gridare)

    Hai fotografato in modo molto fedele ciò che è Caresana e ciò che vi succede.
    Ovvio che sia più o meno così per tutti i piccoli centri, ma il fatto che si sia capaci solo a lamentarsi nei soliti punti di ritrovo, senza cercare di cambiare le cose veramente, qui è la regola.
    E forse è un serpente che si morde la coda: nessuno prende iniziative perchè nessuno ne ha mai prese in passato…
    Stavolta (e c’è voluta una centrale) si muove qualcosa, e l’altissima adesione dei caresanesi ci ha piacevolmente stupiti tutti.
    Hai anche messo in evidenza tutte le cose negative di Caresana: per alcune non si può far molto (penso sopratutto alle decisioni della Chiesa, dove spesso le lamentele sortiscono effetto opposto), per altre si può fare qualcosa sicuramente (una cosa per volta, però…), e anche su qualcosa che non hai citato si potrebbe intervenire… prossimamente.
    Questo può significare solo una cosa: l’Associazione non si occuperà SOLO del progetto per la centrale a biomassa, ma rimarrà in attività anche dopo, occupandosi di qualsiasi cosa futura (o presente) possa minacciare il nostro territorio e i suoi abitanti.
    Questo anche cercando e offrendo collaborazione alle altre realtà locali (comitati, pro loco, oratori, ecc.) sia di Caresana che degli altri paesi del CoSer.

    Gian

  21. PER RISO AMARO:
    MI E’ PICIUTO MOLTO IL TUO COMMENTO. COGLIE NEL CENTRO I PROBLEMI DI QUESTA PICCOLA COMUNITA’ CHE IO, DEVO DIRE, AMO MOLTO, CON I SUOI PREGI E CON I SUOI DIFETTI.
    NON VOGLIO DIRE CHE TUTTI I PROBLEMI DA TE ACCENNATI SONO MENO IMPORTANTI DEL TEMA CHE SI STA DICUTENDO IN QUESTI GIORNI, PERO’ IO (E MOLTI ALTRI CON CUI PARLO) HO PAURA DI QUESTO MOSTRO CHE CI VOGLIONO (SPERO NON RIESCANO) COSTRUIRE PRATICAMENTE IN CASA. HO PARTECIPATO ALLA SERATA INFORMATIVA CHE HANNO ORGANIZZATO LE PERSONE DELL’ASSOCIAZIONE E DEVO DIRE CHE TUTTI GLI ARGOMENTI CHE HANNO TRATTATO LI HO RISCONTRATI FACENDO UN PO’ DI NAVIGAZIONE SU INTERNET. SI LEGGE DA OGNI PARTE CHE QUALSIASI COMBUSTIONE EMETTE FUMI DANNOSI, FIGURIAMOCI QUI CHE SI VUOLE BRUCIARE TONNELLATE E TONNELLATE DI PAGLIA AL GIORNO!!! (MA DOVE LA PRENDERANNO PER TUTTO L’ANNO E QUANTO SMOG DI CAMION PER TRASPORTARLA!!!
    COSA RESPIRERANNO I NOSTRI FIGLI.
    Una mamma, con tanta paura.

  22. Con la mia famiglia abbiamo comprato una casa a Caresana per andarcene dal traffico e dall’inquinamento della città e guarda che bel regalo che vogliono farci. Ma come mai nessuno sapeva niente di niente, ma per queste decisioni perchè il sindaco non ha provato a sentire cosa ne pensava la gente. Perchè chi amministra questo paese ci deve far rimpiangere di aver scelto Caresana per venirci ad abitare. Perchè vuole condannarci a respirare fumo pericoloso contro la nostra volontà?
    SINDACO QUI NESSUNO VOLE QUESTA CENTRALE!!!!!!!!!!

  23. Guardate un po’ in questi due blog dve parlano di noi.

    primo link
    secondo link

    Siamo famosi…

  24. PER DEGRA E LUNA:

    Mi fa piacere che abbiate apprezzato il mio sfogo “incitatore”.
    Ritengo anch’io che in questo momento ci dobbiamo tutti preoccupare piu’ che altro della centrale,
    ma ne ho approfittato per fare da portavoce a tutti i problemi segnalati.
    (non ho potuto segnalarli tutti, sono gia’ stata abbastanza prolissa e poi forse non so tutto..!)
    Fino a quando non riusciro’ a sapere come stanno esattamente le cose mi battero’per questa giusta causa, ma spero vivamente che questo sia l’inizio
    di un risveglio sociale.
    Cerco anch’io di informarmi tramite internet e faccio il passaparola : credo che anche questo serva.
    Inoltre spero di non aver creato polemica ma solo evidenziato le note dolenti del mio caro paesello a cui va tutto il mio affetto: ed e’ x questo che uno si lascia trascinare dalla veemenza e passione.
    Ps:
    Non volevo infierire sulle decisioni del clero: ma possibile che tutti gli ultimi parroci non si interessino piu’ dei ragazzi , dei bambini aprendo un vero oratorio attivo?
    Scusate il precedente testo in maiuscolo so che e’ sinonimo di gridare,…ma… forse qui non ci stava neanche tanto male….ma e’ stato soppratutto perche’ era buio e non ci vedevo piu’ eh..ehe..eh!
    Scusate i miei errori , non sono molto avvezza in blog e chat: Sempre pronta ad imparare e conoscere
    da chi sa piu di me su qualsiasi argomento!
    GRazie a tutti
    Alla prossima

  25. Nessuna polemica, anzi!
    Chi riesce a capire quali sono i problemi del paese senza far finta di niente, o dire che non riguarda noi, è sempre benvenuto.
    Purtroppo i caresanesi stanno capendo che si può (e si deve) fare qualcosa solo adesso che, evidentemente, il vaso sta traboccando. Effettivamente il problema della centrale è più preoccupante di qualsiasi altra cosa abbia mai toccato gli abitanti della nostra zona e del nostro paese. La speranza è che da ora in poi si possa manifestare la stessa attività dei cittaini anche per le altre cose che non vanno, tanto per far vedere che non siamo degli stupidi che accettano tutto quello che succede perchè “tanto cosa ci possiamo fare”, com’è successo finora…
    Riguardo alle scelte del clero, abbiamo toccato con mano quanto possano servire le richieste e le rimostranze dei cittadini verso la Curia: l’unico parroco (a mio avviso, ma non solo) che ha fatto qualcosa per giovani ed oratorio (trasformandolo in quello che dovrebbe essere e non in un bar qualsiasi), è stato trasferito invece di essere confermato, come chiedevano i caresanesi (molti, magari non tutti).
    Il che può far capire che anche i giudizi positivi verso un parroco possono non essere apprezzati da chi deve giudicare il loro operato.
    Speriamo solo che da settembre ci possa “andare meglio”…

  26. Scusate se uso questo mezzo per fare qualche domanda ai nostri amministratori:
    1) cosa centra il coser se questa centrale vengono a costruircela alle porte del nostro paese sulla nostra terra vicino alle nostre case, l’area inustriale del coser è un altra( statale Stroppiana-Pezzana).
    2) Se i problemi di inquinamento li becchiamo tutti noi di Caresana perchè i benefici li dobbiamo dividere con gli altri paesi del coser, anche quelli più distanti come ad esempio Pertengo o addirittura Costanzana (avevo letto sul volantino che è il paese più distante) i quali non saranno toccati ne dal traffico di camion ne dallo smog della centrale.
    3)perchè i nostri amministratori vogliono farsi soppraffare dal coser e non vogliono tener conto della gente che cominciando a capire qualcosa, non mi sembra sia molto favorevole a questa costruzione.
    angel

  27. Mi rendo conto che la battaglia sara’ dura per cercare di smuovere i caresanesi, dopo..secoli..di..mutismo sulle questioni importanti. Ma cerco di non disperare mai.
    Quello che fra l’altro mi preoccupa di piu’ e’ il non coinvolgimento dei giovani. Molti di loro non si son presentati all’assemblea, non chiedono, non si interessano, non fanno domande. Sembra che gli unici interessati alla questione a favore sono i giovani che pensano di avere un lavoro domani.Bisognera’ lavorare parecchio con loro x destarli dal loro letargo :un po’ giustificato e teneramente comprensibile date le eta’; ma insomma un po’ piu’ di coinvolgimento anche per le questioni non solo ludiche ma sociali ci vuole.
    Per terminare il discorso parroci : sono d’accordo con te .Ce ne è stato uno che stava facendo il suo “lavoro” come si deve!..Peccato..forse non ce lo meritavamo??eheehe!! Ma anche il primo dismesso degli ultimi 20 anni (?) Agiva e cercava ,(forse) qualche volta sbagliando, di riunire il suo gregge di pecorelle smarrite in una maniera o l’altra. Ora
    ..invece si va soppratutto invece solo ai matrimoni, le sagre e alle cene come ospiti . Sara’ forse anche quella una maniera per dialogare con i fedeli? Forse anche loro hanno smarrito la via e dovrebbero trovare piu’ aiutanti che li incoraggino. In buona fede RISO AMARO

  28. In questi giorni a Motta hanno recapitato una lettera del coser indirizzata alle famiglie dove hanno parlato di voci non corrette sull’argomento della centrale a biomassa, ma loro non mi sembra abbiano fatto molta chiarezza.
    Quasi mezza lettera parla di soldi dati a questo e a quello ma ad esempio non approfondiscono minimamente la questione SALUTE.
    Io sono convinto che la vostra associazione deve prendere una posizione chiara e netta sul NO a questa centrale.
    Questo è il solito discorso, come sempre guadagnano pochi a discapito di molti.
    Avete notato che si sono ben guardati anche dall’accennare al fattore occupazionale, sicuro i “migliori” (si fa per dire) posti saranno già occupati.
    Diciamo NO tutti insieme a questa costruzione.
    paul

  29. Anche a Pezzana mi è arrivata la lettera del coser, e devo dire che mi associo in pieno al commento di “Paul”. Ha proprio ragione quando sottolinea che l’enfasi principale del messaggio è sui soldi.
    Ma io dico, perchè tutte queste spartizioni, in fin dei conti i territori penalizzati da questa costruzione sono i paesi di Caresana, Pezzana e Stroppiana che in linea d’aria sono praticamente appiccicati alla centrale, a mio modo di vedere poco c’entrano Pertengo o addirittura Costanzana, che sicuramente hanno tutto l’interesse che sorga a Caresana beneficiandone però economicamente anche loro. Non voglio poi entrare nel merito di questa “FONDAZIONE”, ma dico solo che prima di pensare al folclore sarebbe meglio non perdere di vista la realtà dei nostri paesi.
    a presto
    Lo-pez

  30. Vi invito a visitare e leggere:

    http://www.vivitelese.it/00%20archivio%202007/vita%20sociale/San%20Salvatore/biomasse%20CDR.htm

    19 agosto 2007
    Le centrali a biomasse bruciano anche CDR
    Giovanni Forgione

    Gli inceneritori che bruciano biomasse

    sono adatti a bruciare anche CDR.

    Numerosi documenti trovati su internet,

    confermano i dubbi

    che la centrale di San Salvatore Telesino

    possa bruciare

    tonnellate di rifiuti provenienti dall’intera Campania.

    Si paventa la morte

    (ambientale turistica economica sociale)

    della valle telesina.

    Non c’è più spazio per i “finti tonti”, per la schiera di “Ponzio Pilato” per i “sedicenti ignoranti in materia”, per i “finti ambientalisti” e per politicanti che ancora dichiarano di rappresentare gli interessi dei cittadini.

    Quello di San Salvatore potrebbe essere l’ennesimo caso (come altri in Italia) di inceneritore camuffato da termovalorizzatore o da impianti per la produzione elettrica da fonti rinnovabili.

    Una veloce ricerca internet fatta in 30 minuti, (risultati in questa pagina), conferma tutte le paure dei comitati civici della valle telesina e dimostra come le centrali a biomassa siano largamente utilizzate per bruciare i derivati dei rifiuti solidi urbani.

    Con il termine biomassa, gli imprenditori e gli affaristi politici (quelli che ucciderebbero i propri familiari per fare soldi) tentano di ingannare i cittadini raccontando frottole sulla utilità degli inceneritori. La costruzione della centrale a biomasse determinerà la morte della valle telesina, l’annientamento dei prodotti tipici, della vivibilità, delle prospettive di sviluppo economico attraverso il turismo. Olio, vino doc, termalismo, ceramica, funghi, taralli ecc… saranno termini (nella valle telesina) associati indissolubilmente alle parole cancro, inceneritore, morte.

    Partendo dal prezioso spunto offerto a ViviTelese da Michele Clarizia è stato interessante cercare documenti sull’associazione dei due termini “biomassa” e “CDR”; raccapricciante la lettura dei risultati.

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    Michele Clarizia

    Può un inceneritore a biomasse incenerire di tutto?

    Da informazioni assunte nel “villaggio globale” sembrerebbe proprio di si, e riporto qui due esempi che la dicono lunga:

    1. La sentenza del CONSIGLIO DI STATO Sez. V, nr. 5333 del 29 luglio 2004 con cui l’inceneritore a biomasse della ditta EN.A. s.p.a., con sede in Terni, è stata autorizzata ad integrare il “combustibile vegetale vergine” anche con le farine di origine animale messe al bando per il fenomeno della “mucca pazza”.

    2. Una delibera della Regione Calabria del luglio 2004, ha autorizzato l’inceneritore a biomasse di Cutro, in Calabria, ad usare CDR per circa 20 mila tonnellate.

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    Per biomasse si intende un insieme di materiali d’origine vegetale, scarti da attività agricole, allevamento o industria del legno ed anche la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

    il CDR (derivante dai rifiuti solidi urbani) contiene in parte anche biomasse.

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    IL CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), traduzione dell’acronimo inglese RDF (Refuse Derived Fuel), è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe.

    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti)

    Ecoballe ammassate in attesa di essere avviate alla combustione.

    >>>Di seguito i risultati della ricerca internet eseguita oggi 19 agosto 2007

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    Tre centrali di Bari che bruciano sia Biomasse che CDR

    Ecoenergia s.r.l. Centrale elettrica Biomasse/CDR 10 MW Bari
    Finso Energy s.r.l. Centrale elettrica Biomasse/CDR 7 MW Bari
    Termomeccanica s.r.l. Centrale elettrica Biomasse/CDR 9 MW Bari

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    La centrale a biomassa di Ferrania

    Combustibile derivato dai rifiuti - CDR

    In merito al sospetto che molti cittadini nutrono a riguardo della possibilità di bruciare nella futura centrale a biomassa di Ferrania il CDR o combustibile derivato dai rifiuti, bisogna specificare che il parere dell’ ufficio VIA (valutazione impatto ambientale) fa esplicito e chiaro riferimento all’ utilizzo di biomassa forestale; non bisogna dimenticare che nulla impedisce ai gestori dell’ impianto di richiedere autorizzazione all’ utilizzo del CDR in fase successiva all’ entrata in funzione dell’ impianto.

    Fonte:

    http://64.233.183.104/search?q=cache:c1B506OwZgEJ:files.meetup.com/213689/Centrale%2520a%2520biomassa%2520di%2520Ferrania.pdf+biomasse+cdr&hl=it&ct=clnk&cd=10&gl=it&lr=lang_it

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    Enel SPA

    Un bilancio più deludente è stato invece quello messo in mostra nella relazione di Roberto Garavaglia. L’intento di dar vita ad un’esperienza innovativa di generazione di energia elettrica da biomasse portato avanti dalla Euroenergy Group, società del Gruppo Marcegaglia, ha condotto alla realizzazione di un’unica centrale da 14 MWe, ubicata in provincia di Crotone.

    L’elevato costo della materia prima, lievitato significativamente anche per effetto dell’entrata in esercizio di altre 3 centrali a biomasse in Calabria, ha fatto desistere Euroenergy Group da portare a compimento il proprio programma di realizzazione di altre centrali.

    L’investimento per questo tipo di centrali – ha dichiarato Garavaglia – non è più remunerativo e il meccanismo dei certificati verdi” offre poche garanzie. L’interesse della società è tuttavia rimasto ancorato al settore delle biomasse, ma è stato spostato sulla valorizzazione energetica dei rifiuti, con progetti di impianti in Puglia destinati a bruciare CDR e con attività di ricerca nel settore della gassificazione di biomasse e CDR.

    Fonte:

    http://www.enel.it/rinnova/it_biomasse_dettaglio.asp

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    Energia da biomasse di Andrea Fasullo

    Incenerimento di rifiuti urbani

    C’è la tendenza a considerare i rifiuti urbani una fonte rinnovabile di energia; ciò, oltre a non essere vero da un punto di vista scientifico, facendo riferimento a tecnologie mature e consolidate e ad una materia prima praticamente gratuita e già raccolta da parte delle Amministrazioni Locali, danneggia lo sviluppo delle fonti energetiche effettivamente rinnovabili potendo sottrarre una parte cospicua dei finanziamenti ad esse destinati.

    L’unica frazione dei rifiuti che potrebbe essere considerata rinnovabile è quella organica (essenzialmente scarti alimentari e residui da operazioni di giardinaggio) che ha una origine agricola e quindi come fonte primaria l’energia solare. Questa frazione costituisce fra il 20 ed il 30 % dei rifiuti solidi urbani. Visto il basso potere calorifico di questi materiali (circa 2000 kcal/kg), si ritiene che questa frazione offrirebbe maggiori benefici, come detto sopra anche energetici, se venisse raccolta pulita per produrre compost di qualità.

    Qualora le biomasse fossero miste ad altre componenti dei rifiuti, come avviene per il CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) l’analisi energetica porterebbe a risultati ulteriormente sfavorevoli.

    La componente dei rifiuti che viene aggiunata a quella organica per la fabbricazione del CDR è infatti la plastica, dotata di un discreto potere calorifico, compreso fra 4.000 e 6.500 kcal/kg; ma dal momento che per la sua produzione sono state mediamente spese 14.000 kcal/kg anche sottraendo a questo valore le 2.000 kcal/kg necessarie per il loro riutilizzo come materie seconde, è evidente che il maggior recupero energetico è ottenibile con il loro riciclaggio e non con l’incenerimento. Se inoltre riutilizzassimo, come si fa in Svezia con le bottiglie per le bevande, per 20-30 volte oggetti e contenitori di plastica integri, oggi usa e getta, il vantaggio energetico rispetto all’incenerimento diverrebbe addirittura macroscopico.

    Considerando quindi tutte le componenti del bagaglio energetico del CDR, che contiene solo in parte biomasse, è evidente che il suo incenerimento comporta non un recupero ma un macroscopico spreco energetico; in altre parole, bruciare un materiale, significa buttar via per sempre tutta l’energia spesa per produrlo sancendo la sua prematura morte termodinamica.

    Inoltre l’incenerimento dei rifiuti produce ceneri tossiche (circa 1/3 del volume dei rifiuti) da smaltire in discariche speciali, acque inquinate, ed emissioni atmosferiche.

    Fonte:

    http://www.articolo32.it/documenti/cosa%20%C3%A8%20la%20biomassa.htm

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    Pollino : Centrale a Biomasse: No!

    La Centrale ha ricevuto autorizzazioni dall’Ente Parco e da Enti della Provincia di Cosenza, mentre è ubicata in un’area geograficamente incuneata nel territorio Lucano senza che sia stato richiesto alcun parere preventivo o effettuate adeguate consultazioni con gli enti e i cittadini lucani.

    L’Ente Parco non solo ha precedentemente dato l’autorizzazione ma, successivamente e recentemente, ha addirittura riperimetrato il Parco escludendo da esso un’ampia area della Valle del Mercure sede di un lago pleistocenico, di un importante sito archeologico di giacimenti fossiliferi e luogo di passo per numerosi specie di uccelli migratori.

    Rischio di trasformazione della centrale in un inceneritore di rifiuti

    La palese antieconomicità del progetto di riapertura della centrale (che può reggersi economicamente solo con i contributi pubblici della Comunità europea) rende quanto mai concreto il rischio della trasformazione della centrale in un inceneritore di rifiuti.

    Il problema dei rifiuti (le discariche sono ormai colme, la raccolta differenziata ed il riciclaggio stentano ad affermarsi, ingerenze nel sistema della c.d. ecomafia, il collasso del sistema di smaltimento nella vicina Campania ecc.) risulta essere, su quasi tutto il territorio nazionale ed in particolare in Campania (ove l’emergenza rifiuti dura ormai da circa 15 anni), di drammatica attualità, mentre il fallimento di una seria politica di riduzione dei rifiuti, di riciclaggio e raccolta differenziata fanno apparire una strada obbligata la creazione di inceneritori o c.d. termovalorizzatori.

    D’altro canto nel concetto di biomassa rientra anche il CDR. (combustibile da rifiuti). Il funzionamento della centrale con CDR o con rifiuti in senso stretto renderebbe sicuramente economica, per l’Enel, l’operazione in quanto, oltre ai guadagni di energia, riceverebbe un utile per lo smaltimento dei rifiuti. La centrale diventerebbe così in considerazione delle dimensioni un enorme inceneritore, in grado di soddisfare le richieste di buona parte del Mezzogiorno, in pratica il funerale della Valle del Mercure e probabilmente di tutto il Parco del Pollino.

    Fonte:

    http://www.lucanianet.it/modules/news/article.php?storyid=3197

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    Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

    Mondovì 9 gennaio 2007

    Oggetto: Osservazioni alla richiesta di autorizzazione fatta da L.P.R. 2000 S.r.l., per la realizzazione di un “impianto di produzione energia elettrica alimentato a biomassa legna e CDR” nel Comune di Bastia Mondovì (CN).

    La scrivente associazione ritiene preliminarmente essenziale un approfondimento per assicurare il rispetto delle normative applicabili al caso in esame. 1.1 – Normativa sugli impianti di smaltimento di rifiuti non pericolosi mediante operazioni di incenerimento Il proponente dichiara di voler “bruciare”, oltre a biomasse, CDR (CER 191210 e 191212).

    Tale CDR è considerato, in base al D. Lgs n. 152/06 (articoli 183 e 229), rifiuto speciale, infatti, anche nel caso in cui il CDR fosse classificabile, sulla base delle norme tecniche UNI 9903-I e successive modifiche e integrazioni, come RDF di qualità elevata, non sarebbe comunque verificata la condizione di utilizzo in impianti di produzione di energia con potenza termica nominale maggiore o uguale a 50 MW (D.M. 2 maggio 2006), essendo la potenza termica nominale dell’impianto proposto inferiore a 50 MW. Quindi il recupero energetico del CDR deve rientrare in quanto previsto dalla normativa per i rifiuti e non in quanto previsto per i combustibili. Tutto ciò a norma delle leggi vigenti attualmente.

    A proposito di combustibile, si osserva inoltre che il proponente dichiara: “la realizzazione e l’ esercizio del suddetto impianto costituisce attività complementare a quella attualmente esercitata…” . In realtà egli aveva in essere un contratto con l’ACEM che prevedeva il ritiro della frazione secco-leggera prodotta presso l’impianto consortile di Magliano Alpi finalizzato alla sua trasformazione in CDR, ossia dal cod. CER 19 12 12 al cod. CER 19 12 10; suddetto contratto, stipulato in data 12 ottobre 2005, aveva validità di un anno ed era soggetto a verifiche trimestrali. Nei fatti il suddetto contratto non è stato rinnovato.

    In termini oggettivi, e probabilmente più veritieri, il fallimento dell’iniziativa, che forse preludeva ad accordi successivi, è stato causato da problematiche tecniche di incompatibilità tra l’impianto del proponente ed il prodotto da trattare, a cui presumibilmente non è stato possibile apportare modifiche risolutive. Resta il fatto che, ad oggi, il proponente non può quindi affermare di voler realizzare “….un impianto di produzione di energia elettrica complementare alle attività attualmente esercitate…” in riferimento al CDR da rifiuti urbani; se infatti è vero che ad oggi egli possiede tutte le autorizzazioni di legge per affermare la sua capacità di produrre CDR e conseguentemente per fare la richiesta, non risulta che attualmente utilizzi le autorizzazioni, ossia che produca, a partire da rifiuti urbani selezionati, il combustibile di cui intenderebbe usufruire.

    E’ opportuno notare infine che in data 12 ottobre 2006 è stato approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo concernente modifiche al D. Lgs n. 152, che elimina totalmente la definizione del CDR-Q come combustibile e lo classifica, al pari del CDR di qualità normale, come rifiuto speciale. In ogni caso è evidente che la procedura autorizzativa deve avvenire in base alla normativa sugli impianti di smaltimento di rifiuti non pericolosi mediante operazioni di incenerimento.

    Fonte:

    http://64.233.183.104/search?q=cache:9JHtB39npDkJ:files.meetup.com/218789/osservazioni%2520Bastia%252019%2520gennaio%25202007.pdf+biomasse+cdr&hl=it&ct=clnk&cd=28&gl=it&lr=lang_it

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    CENTRALE A BIOMASSA ANCHE A STIGLIANO

    di Antonio Bavusi

    [Comitato Lucano per il Controllo delle Scelte Energetiche]

    Quello che maggiormente preoccupa è che la centrale potrebbe funzionare, in base alle normative nazionali, utilizzando il CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) usufruendo tra l’altro delle agevolazioni previste in base al decreto legislativo n.387/2003 e dei certificati verdi. Con la recente Deliberazione n. 2208 del 4.11.2005, la Regione ha inoltre proposto la modifica del Piano Energetico Regionale considerando – è scritto nella delibera – “che la mancata utilizzazione dei rifiuti solidi urbani o del CDR, come biomassa negli impianti di produzione di energia elettrica prevista dal P.E.R. è in contrapposizione con il Piano Regionale di smaltimento dei rifiuti, con le leggi nazionali e comunitarie, nonché con le politiche di incentivazione dell’uso di tali fonti di energia di cui al D.lgs. 37/2003”.

    Insomma, con un colpo di spugna, la Regione asseconda il mercato privato dell’energia, cancella i divieti all’utilizzo del CDR previsti dal P.E.R., prevedendo così che in impianti di produzione elettrica da “biomassa” possano essere smaltiti Rifiuti urbani e C.D.R.

    Ci si dimentica così che bruciare rifiuti, oltre ad incoraggiare la loro produzione, è indice di spreco di materia ed energia se confrontato con il recupero mediante riciclaggio e compostaggio, i cui risultati sono fino a 5 volte più vantaggiosi della combustione, senza considerare i rilevanti pericoli per la salute dei cittadini. Con buona pace per la raccolta differenziata dei rifiuti in Basilicata che va così a “farsi benedire”. Per “quadrare il cerchio” il governo (e le Regioni) in base alla legge delega contemplano di realizzare in ogni ATO (Autorità Territoriale Ottimale) un impianto di incenerimento camuffato da termovalorizzatore o impianti per la produzione elettrica da fonti rinnovabili.

    Fonte:

    http://www.olambientalista.it/centraliart2.htm

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    Legambiente CALABRIA

    COMUNICATO STAMPA Reggio Calabria, 7.10.2004

    L’ULTIMA CONFERMA DEL TOTALE FALLIMENTO DEL COMMISSARIAMENTO PER L’EMERGENZA RIFIUTI IN CALABRIA COMBUSTIONE DEL CDR NELLA CENTRALE TERMOELETTRICA DI CUTRO (KR): IL COMMISSARIO PUNTA SOLO SULL’INCENERIMENTO E “CONDANNA” LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

    Sono state tante le polemiche sorte in questi giorni a proposito della sperimentazione della combustione del Cdr nella centrale termoelettrica di Cutro (Kr). Il polverone di polemiche rischia di far perdere di vista quello che è il principale responsabile di tutta la vicenda: il Commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria. Occorre da subito sgombrare il campo da allarmismi inutili e fuorvianti. Proprio perché non c’è nulla di cui preoccuparsi se un impianto industriale esistente, come una centrale termoelettrica o un cementificio, con un adeguato sistema di combustione ed una efficiente sezione di abbattimento fumi brucia Cdr.

    Soprattutto se è un Cdr di ottima qualità secondo quanto previsto dalla normativa vigente (dm 5 febbraio 1998). Anzi è per certi versi auspicabile, visto che è meglio recuperare energia dalla combustione del Cdr piuttosto che conferirlo in discarica. Tutto questo però doveva essere tenuto in considerazione anche durante la redazione del Piano regionale rifiuti. E questo in Calabria non è stato fatto. Come molti sapranno il Piano della Regione Calabria predisposto dal Commissario per l’emergenza rifiuti ha previsto di avviare a incenerimento 800 tonnellate di Cdr al giorno in due impianti di incenerimento dedicati, e cioè costruiti appositamente.

    La scelta dei due inceneritori fu da subito fortemente criticata dalla nostra associazione, non per un’avversione ideologica alla combustione dei rifiuti, che Legambiente non ha mai avuto, ma perché il piano sembrava oggettivamente sbilanciato verso un’eccessiva termovalorizzazione dei rifiuti a discapito delle politiche di riduzione, o quantomeno di contenimento, della produzione e soprattutto del recupero di materia da raccolta differenziata. La nostra opposizione fu ancora più forte quando la seconda linea di incenerimento inizialmente prevista nella parte settentrionale della Calabria è finita accanto alla prima già in costruzione a Gioia Tauro, con immaginabili quanto ovvie diseconomie nel trasporto dei rifiuti.

    Il Commissario non ha quindi voluto assolutamente tener conto della possibilità di far bruciare il combustibile in impianti industriali esistenti sul territorio regionale, neanche quando era ormai saltata la possibilità di installare la linea di incenerimento nel nord della Calabria. Ma il Commissario per l’emergenza rifiuti, che già da oltre un anno era a conoscenza della autorizzazione provinciale alla sperimentazione della co-combustione del cdr alla centrale a biomasse di Cutro, per quale motivo la scorsa estate ha autorizzato il raddoppio dell’inceneritore di Gioa Tauro, perseverando nell’errore della scelta delle due linee di incenerimento?

    Ma non poteva da subito verificare la disponibilità di utenze industriali in attività a bruciare il cdr, lasciando, come inizialmente previsto, una sola linea nell’impianto di Gioia Tauro? Visto che così non è stato fatto ora si rischia di aumentare ancor di più la quota giornaliera di rifiuti della Calabria che vanno ad incenerimento. Confermando nei fatti quanto denunciato dalla nostra associazione: che il Commissario vuole puntare solo sull’incenerimento, senza fare il minimo investimento sulle raccolte differenziate, che saranno “condannate” a rimanere sulle percentuali ridicole attuali. L’ultima conferma del totale fallimento del commissariamento per l’emergenza rifiuti in Calabria.

    Lidia Liotta

    Presidente di Legambiente Calabria

    Fonte:

    http://www.legambientepetilia.it/prima/Cdr%20Cutro.htm

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    SAET Padova lavora nel settore ambientale, con sistemi chiavi in mano di movimentazione trattamento e pesatura dei materiali vari (CDR-RSU-COMPOST etc) e con sistemi elettrici e di automazione per impianti di processo (termovalorizzatori, compostaggio, biomasse etc).

    COFIRING

    Il Cofiring è la combustione simultanea di differenti combustibili all’interno di una stessa caldaia. Il Cofiring Carbone-CdR/Biomasse è proficuamente realizzabile per ottenere energia elettrica utilizzando le tecnologie attualmente disponibili, consentendo un immediato e massiccio utilizzo di Combustibili Alternativi.

    Biomasse e CDR sono due tipologie di Combustibili Alternativi che possono essere sfruttati in modo massiccio con il più semplice e diretto metodo di utilizzo: il Cofiring.

    Fonte:

    http://62.149.175.49/saetpd/Pages/pages.aspx?PAGE=CDR_Biomasse_Cofiring

  31. http://files.meetup.com/206829/Articolo%20La%20Stampa%20di%20Vercelli.pdf

  32. La SEI di Settimo Torinese è una società della ASM ossia la municipalizzata di Settimo Torinese.
    Il Sindaco di Settimo Torinese ha chiesto e deliberato che il secondo inceneritore della Provincia di Torino, si faccia a Settimo Torinese, Comune che ha le infrastrutture per la costruzione.
    http://www.ecodallecitta.it/allegato.php?id_allegato=8253
    Il COSER SPERA CHE LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DELLA SEI DI SETTIMO TORINESE NELLA BIOPOWER VERCELLESE AUMENTI ULTERIORMENTE.
    DOMANDA: A COSA VI FA’ PENSARE TUTTO CIO’??

  33. UNICO RIFERIMENTO AL MONDO SULLA TECNOLOGIA DEL CICLONE SCAMBIATORE PROPOSTO A CARESANA DA GEORG ARPAGAUS
    STUDIO SPERIMENTALE DELLA COMBUSTIONE DI CdR IN UN
    COMBUSTORE A CICLONE A CENERI FUSE
    M. Taddei
    Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

    SOMMARIO
    In questo studio sperimentale si è evidenziata la concreta possibilità di alimentare un
    combustore a ciclone a ceneri fuse, con un combustibile alternativo quale il CdR –
    combustibile derivato da rifiuto-, producendo scorie fuse inerti che non necessitano di
    smaltimento in discarica, ma possono essere riutilizzate come materia prima, per esempio
    nella costruzione di infrastrutture viarie. Questo processo di combustione, realizzato con un
    impianto pilota, è risultato compatibile a livello ambientale, economicamente vantaggioso
    anche su piccola scala rispetto ad un inceneritore ed energeticamente produttivo in quanto
    facilmente adattabile come combustore in caldaie a carbone per la produzione di energia
    elettrica.
    SINTESI
    L’idea di bruciare il CdR in un combustore a ciclone a ceneri fuse, scaturisce dalla necessità
    di produrre scorie che non debbano essere inviate in discarica per il loro smaltimento e non
    costituire quindi uno scarto, ma essere un prodotto riutilizzabile [1].
    La scelta di utilizzare come combustibile il CdR è stata determinata da diversi motivi fra i
    quali le indicazioni del Decreto Legge n°22 del 5 Febbraio 1998 e la necessità di riciclare i
    prodotti della selezione dei rifiuti, emersa da diversi studi effettuati sullo stato dello
    smaltimento degli stessi in Italia [2].
    In fase di caratterizzazione del combustibile, sono stati esaminati diversi campioni di CdR
    provenienti da diversi impianti di selezione; essi sono stati sottoposti ad analisi elementari, in
    base alle quali è stata scelta una famiglia rappresentativa su cui basare lo schema del processo
    di combustione con i relativi bilanci di materia e di energia. Con queste analisi si è potuto
    realizzare un esame tossicologico preliminare relativo ai gas di scarico e alle ceneri prodotte
    che non ha rilevato problemi di compatibilità ambientale [3].
    Il CdR, ottenuto dalla separazione della frazione secca del rifiuto urbano differenziato, è
    composto principalmente da carbonio e idrogeno e costituisce un vero e proprio combustibile
    con umidità del 5.9% e potere calorifico inferiore di 4600 kcal/kg. Sul combustibile sono state
    effettuate anche prove di macinazione al fine di individuare la granulometria ottimale per il
    processo di combustione; da esse è risultato che il CdR non può essere macinato, ma può
    essere frantumato e ridotto di misura fino a valori molto bassi (per la sperimentazione e’ stato
    utilizzato CdR in pellets, dischetti con diametro di 1-1.5 cm e spessore 1-2 mm).
    Nel processo di frantumazione deve essere tenuta sotto controllo la temperatura in modo da
    evitare problemi di impaccamento del combustibile e devono inoltre essere controllate le
    polveri prodotte, in modo da evitare la loro dispersione.
    Tale processo sperimentale è stato finalizzato al conseguimento dei seguenti obiettivi:
    Combustione del CdR, in rispetto alle normative italiane vigenti sulle emissioni in
    atmosfera.
    Ottenimento di una netta separazione della scoria dalla fase gassosa.
    Ottenimento di una scoria fusa inerte (vedere Fig.1).
    Possibilita’ di riutilizzo del combustore a ciclone a ceneri fuse su caldaie a carbone.
    Possibilità di riutilizzo della scoria come materia prima, per esempio nelle costruzioni
    stradali.

    Fig. 1 Campione di scoria fusa dopo il raffreddamento
    Le prove sperimentali sono state effettuate su un impianto pilota realizzato dal CSM –
    CENTRO SVILUPPO MATERIALI - nella Stazione di Combustione di Genova.
    L’impianto pilota e’ costituito da un ciclone combustore, un bruciatore, la camera di
    combustione e la torre di raffreddamento dei fumi (vedere Fig.2,3,4). Il CdR,
    precedentemente frantumato nella corretta granulometria da un mulino disaggregatore,
    insieme a due agenti fluidificanti (calce idrata e ossido di ferro), viene immesso nel ciclone
    attraverso uno slot di alimentazione, contemporaneamente all’aria di trasporto, ad aria
    preriscaldata e al metano.

    La frazione fine del CdR compie una traiettoria elicoidale tripla all’interno del ciclone
    mentre le particelle più grandi si attaccano alle pareti del ciclone formando una scoria fusa; in
    questo modo si aumenta il tempo di residenza delle particelle all’interno del ciclone e ciò
    comporta una notevole riduzione degli incombusti nei fumi (vedere Fig.5).
    Durante queste prove sono stati tenuti sotto controllo i seguenti fenomeni:
    Temperatura interna del ciclone al fine di ottenere la fusione delle ceneri (T>1300°C).
    Temperatura di preriscaldo dell’aria.
    Difetto d’aria tale da consentire basse emissioni di NOx
    Dosaggio ottimale degli agenti fluidificanti utilizzati (calce e ossido di ferro).
    Contenuto di carbonio nelle ceneri.
    Colaggio della scoria fusa.
    Emissioni in atmosfera al di sotto dei valori limite indicati dalle normative italiane vigenti.
    Per quanto riguarda le portate di alimentazione del ciclone, durante la sperimentazione si è
    riusciti a mantenere un fattore di diluizione pari a 0.7, cioè la combustione è avvenuta in
    condizioni sottostechiometriche e quindi oltre all’aria di trasporto pari a 150 Nm3/h, si è
    fornita al ciclone una quantità d’aria di 396 Nm3/h per avere una portata totale di 546 Nm3/h,
    che è un quantitativo molto più basso rispetto ai 780 Nm3/h complessivi necessari con pari a
    1. La portata di CdR mantenuta durante il processo di combustione e’ dell’ordine di 100 - 200
    kg/h e quella del metano e’ minore di 65 Nm3/h. La densità del combustibile è di 400 kg/m3 e
    molto importanti per la buona riuscita del processo sono la velocità d’ingresso dell’aria
    comburente che è di 100 m/s e quella dell’aria di trasporto che è pari a 40 m/s.
    La condizione principale per una buona combustione all’interno del ciclone è che la
    temperatura interna dello stesso sia costante e pari a 1400-1500°C. Per questo la scelta
    progettuale del rivestimento interno del ciclone è stata essenziale per la riuscita della
    sperimentazione.
    Il rivestimento interno del ciclone è costituito dall’esterno verso l’interno da un materassino
    di lana di roccia, da un materassino di Kawool, da tre strati di mattoni isolanti e dal refrattario.
    I mattoni isolanti si differenziano per una diversa percentuale dei componenti che li
    costituiscono, cioè allumina e ossido di ferro, in modo da resistere a temperature più alte man
    mano che ci si avvicina all’interno del ciclone.
    La composizione chimica del refrattario è pari al 94% di allumina e da altri composti in
    percentuali molto basse e la conduttività termica del rivestimento a 1000°C è di 2.66 W/m°K.
    La scoria risultante dalla combustione del CdR all’interno del ciclone, subisce un processo
    di fusione e quindi è scaricata, per colaggio, da un apposito condotto posto sulla parte finale
    del ciclone, posizionato nell’impianto con un’inclinazione di 10° rispetto al piano orizzontale,
    per agevolare la fluidodinamica del processo. Sotto al sistema di colata è posta una vasca di
    raccolta, piena d’acqua, in modo che la scoria possa raffreddarsi velocemente e subire un
    processo di vetrificazione (vedere Fig.6,7).

    Per scegliere il quantitativo ottimale degli agenti fluidificanti da inserire nell’impianto
    insieme al CdR, sono state effettuate presso il laboratorio chimico del CSM di Genova delle
    prove di fluidificazione inserendo miscele diverse di scoria e fluidificanti all’interno di
    crogioli di platino posti all’interno di una muffola e portati fino a 1500°C. Ricordiamo che la
    calce serve per diminuire l’acidità delle ceneri del CdR e quindi diminuire la viscosità della
    scoria, mentre l’ossido di ferro serve ad abbassare la temperatura di fusione. Da queste prove
    si è trovato quali sono i quantitativi di Ca (OH)2 e Fe2O3 da immettere per ottenere una buona
    fluidificazione. Questi valori sono stati utilizzati durante le prove effettive sull’impianto.
    L’impianto pilota è stato dotato di un sistema di monitoraggio delle sostanze inquinanti
    quali NO2, NO, SO2, CO, CO2 e una linea di prelievo del condensato dei fumi in uscita dalla
    camera di combustione per la determinazione di PCDD, PCDF, PCB e HCl, che ha rivelato la
    possibilità del rispetto delle normative italiane vigenti (vedere Fig. 8).
    Infatti per quanto riguarda diossine e furani, espresse come diossine equivalenti, i loro
    valori sono molto al di sotto del valore limite fissato dal D.M. del 5/2/1998 di 0.1 ng/Nm3 e
    anche gli IPA sono al di sotto del valore fissato dal Decreto di 0.01 mg/Nm3. I cloruri mediati
    su 30 minuti sono variati tra 0.09 e 1.61 mg/m3 rimanendo molto al di sotto dei valori limite
    di 10-60mg/m3 per 30 minuti di prelievo. Per controllare l’acqua di raffreddamento dei fumi è
    stato fatto un prelievo dell’acqua industriale fornita dalle Acciaierie di Cornigliano a Genova
    dove è situato l’impianto, ed è poi stato messo a confronto con i campioni prelevati durante la
    prova.
    Per quanto riguarda le emissioni registrate dall’analizzatore rispetto alle percentuali di O2, i
    valori di NO2 e SO2 sono praticamente nulli, mentre i valori di NO e di CO, hanno un valore
    medio d 90 ppm e di 30 ppm. I 90 ppm di NO corrispondono a 185 mg/m3 quando il Decreto
    Ministeriale fissa come valore massimo 200 mg/m3 per 24 ore.
    Durante le prove i maggiori problemi legati proprio al carattere sperimentale del processo,
    sono stati riscontrati nell’impianto di alimentazione del sistema, ma sono stati brillantemente
    risolti con le seguenti modifiche e scelte operative. Il silos per l’accumulo del CdR non è stato
    riempito totalmente ma solo fino all’altezza del rompiponte interno, per agevolare il
    rivoltamento del materiale e inoltre sono stati posti sulle pareti esterne del silos dei vibratori
    elettromagnetici per evitare l’impaccamento del materiale con conseguenti blocchi delle
    valvole e delle coclee; con tali accortezze l’alimentazione del CdR è risultata molto più
    continua e costante e si è avuto il contemporaneo colaggio della scoria fusa, per l’intera durata
    della prova successiva.
    Nei laboratori del CSM di Roma è stato effettuato sulla scoria il test di cessione in acqua
    satura di CO2, che ha verificato il carattere completamente inerte della stessa. Attraverso un
    microscopio ottico polarizzatore è stata effettuata l’analisi petrografica di 3 campioni di scoria
    e si sono evidenziati i principali costituenti: allumina, silicati, fasi metalliche e pori. L’analisi
    microchimica della scoria è stata effettuata con un microscopio elettronico a scansione: si
    sono evidenziati allumina, ossidi di alluminio e titanio e globuli metallici di ferro e titanio.
    Sono state eseguite inoltre caratterizzazioni geotecniche (presso il CENTRO
    SPERIMENTALE STRADALE ANAS a Cesano di Roma), per evidenziare le possibilità di
    riutilizzo nella costruzione di infrastrutture viarie.
    Con l’uso di crivelli e setacci è stata effettuata l’analisi granulometrica e per una
    classificazione secondo le norme CNR UNI (n.29) è stata assimilata ad una terra naturale:
    l’indice di gruppo è risultato 0 e il sottogruppo A1-a. Dalla curva granulometrica si è
    evidenziato che la percentuale maggiore di scoria, che ha subito il processo di vetrificazione,
    ha dimensioni da 2 a 10 mm.
    Sulla scoria tal quale è stata effettuata una prova di costipamento che ha dato come valore
    della densità secca ottimale 2.156 g/cm3 in corrispondenza di un umidità ottimale del 9.4%.
    Sempre con la scoria tal quale, si sono confezionati 5 provini su cui è stata fatta la prova di
    portanza californiana (prova CBR) che ha dato valori da 14 a 20 % di CBR.
    Da alcune prove chimiche la scoria è risultata praticamente priva di solfati, che potrebbero
    reagire con l’allumina per dare ettangitre; quest’ultima provoca aumenti di volume del
    materiale, non accetabili per un materiale che voglia essere utilizzato per infrastrutture
    stradali. Le sostanze organiche sono risultate inferiori al limite di accettabilità, così come i
    cloruri solubili che potrebbero interagire con il cemento. È stata determinata anche la perdita
    in peso per abrasione con apparecchio LOS ANGELES che ha dato come valore il 43%.
    Per le prove fisico-meccaniche, di resistenza a compressione e a trazione indiretta, si
    sono utilizzate diverse miscele di scoria, cemento e acqua. Dai risultati ottenuti non troppo
    incoraggianti, si è ritenuto necessario miscelare la scoria tal quale con un inerte naturale
    (vedere Fig. 9): una miscela composta dal 50% di scoria, dal 30% di inerte naturale con
    pezzatura da 15 a 25 mm e dal 20 % della frazione fine dello stesso inerte naturale, ha dato
    come risultati Rc = 3.5 N/mm2, pari a 35 kg/cm2 e Rt = 0.5 N/mm2. Tali valori sono molto
    buoni se si considera che il provino è stato lasciato a maturare solo 7 giorni (vedere Fig.
    10,11) .
    La curva granulometrica di questa miscela per la granulometria al di sotto dei 5 mm rientra
    all’interno del fuso limite del Capitolato ANAS che è più restrittivo del fuso limite del CNR;
    per far rientrare all’interno del fuso limite anche la granulometria maggiore di 5 mm si
    dovrebbe ottenere una pezzatura maggiore della scoria, ipotizzando di raffreddarla in aria e
    poi frantumarla nella granulometria desiderata (vedere Fig. 12).
    Fig. 9 Scoria e due frazioni di inerti naturali per la miscela usata per confezionare i provini
    Dalle prove effettuate si è stabilito che le possibilità di impiego della scoria come materiale
    stradale sono le seguenti:
    1. Materiale nel corpo rilevato, usato tal quale o miscelato con inerti naturali
    2. Miscela stabilizzata con inerte naturale e cemento per strati di fondazione stradale
    Dalle prove effettuate si è stabilito che le possibilità di impiego della scoria come materiale
    stradale sono le seguenti:
    1. Materiale nel corpo rilevato, usato tal quale o miscelato con inerti naturali
    2. Miscela stabilizzata con inerte naturale e cemento per strati di fondazione stradale
    3. Probabile materiale drenante usato tal quale
    4. Probabile conglomerato bituminoso per strati di base portanti

    E’ stata inoltre effettuata una valutazione energetica dell’impianto pilota: variando durante
    la sperimentazione le portate di CdR e metano e si è visto che per mantenere costante la
    temperatura interna del ciclone si può arrivare fino all’88% di potenza fornita dal CdR e al 12
    % di potenza fornita dal metano. Sottraendo alla potenza totale fornita dal ciclone che è circa
    1078 kW, la potenza assorbita dai vari motori dell’impianto di circa 15 kW, si ha una potenza
    utile di 1063 kW.
    Dati gli ottimi risultati ottenuti dal processo di combustione con il ciclone a ceneri fuse, si
    può pensare anche di inserirlo al posto di normali bruciatori all’interno di una caldaia a
    carbone, con il duplice vantaggio di produrre energia elettrica e contemporaneamente smaltire
    il CdR [4,5].

    Per l’analisi economica del processo sperimentale, si sono confrontate due tipologie di
    impianto, un inceneritore e un ciclone a ceneri fuse con stessa capacità modulare di 300t/d
    (vedere Fig.13). Considerando una vita media dell’impianto pari a 20 anni e una tariffa a
    carico statale di 100 Lire/kg di CdR bruciato, con entrambe le tipologie di processo, il ritorno
    economico del capitale iniziale investito si ha dopo circa 7 anni; si è verificato che il ciclone
    risulta più vantaggioso rispetto all’inceneritore sia in termini di riduzione dei costi (non c’è il
    costo di smaltimento della scoria) che in termini di aumento dei ricavi (possibile vendita della
    scoria ad un prezzo rappresentativo di 10000 Lire/t), oltre a riportare un notevole beneficio
    sull’impatto ambientale in quanto sono notevolmente ridotte le emissioni in atmosfera.[6]

    La sperimentazione ha portato alle seguenti conclusioni:
    1. Verifica della fattibilità del processo di combustione del CdR
    2. Verifica della compatibilità ambientale dell’impianto pilota.
    3. Verifica della possibilità di utilizzo della scoria come materiale per costruzioni
    stradali.
    4. Facile adattabilità del combustore a ciclone in caldaie a carbone per la produzione di
    energia elettrica.
    5. Verifica dell’economicità dell’impianto anche su piccola scala.
    Questo studio sperimentale ha quindi evidenziato la concreta possibilità di smaltire la
    frazione secca del rifiuto urbano, producendo scorie fuse inerti che possono essere riutilizzate
    come materia prima, attraverso un processo di combustione che non dà luogo a problemi di
    compatibilità ambientale e che può inoltre essere indirizzato al recupero energetico del calore
    prodotto in camera di combustione.
    BIBLIOGRAFIA
    [1] RAMPLING HICKEY (1990), “The laboratory characterisation of refuse derived fuel”,
    Warren Spring Laboratory, Stevenage, Herfordshire, Great Britain.
    [2] DR. W. MERZEGORA, DR. S.P. FERRARI (1995),”Impianti di trattamento dei rifiuti
    solidi urbani e assimilati”.
    [3] CSM e ARI– TEMA DI RICERCA (1999), “Processi di Termodistruzione ad elevata
    affidabilita’ e sicurezza.
    [4] N. BRUNETTI, F.CIAMPA, C. DE CECCO (1982), “Recupero di energia da RSU in
    Italia: situazione attuale e prospettive”, Energia e materie prime N.86.
    [5] L. CASSITTO, P. MAGNANI (1989), “Recupero energetico dai rifiuti solidi urbani e
    valutazione di impatto ambientale”, Energie Alternative HTE n. 62.
    [6] G.ANDREOTTOLA,M. BERTOCCHI (1994), “Aspetti tecnico economici ed
    organizzativi della raccolta differenziata dei RSU: il caso di Brescia”, Rifiuti Solidi n.2.
    ABSTRACT
    Experimental study of RDF combustion in a slagging cyclone combustor.
    Aim of this thesis work is to verify the possibility to dispose RDF, refuse derived fuel
    obtained from the dry part of urban refuses, in a slagging cyclone combustor. Cyclone
    combustors have been used since 1940 mainly to burn coal, because of their ability to firing
    high-ash low melting temperature coals. In the 1950s and 1960s slagging cyclone combustors
    were tested, which represented a compact combustion unit capable of burning low grade coals
    with good ash retention.
    The flow pattern within a cyclone combustor is characterised by a typical spiral around the
    combustor periphery that allows a high residence time of the solid fuel and improves burnout.
    The idea of burning RDF in a cyclone combustor derives from the need to produce inert
    slag that can be used as raw material, instead of being discharged in a landfill.
    Different RDF samples, derived from several separation plants, were examined. Among
    these a representative, expected more environment friendly, sample was chosen on the basis
    of chemical and physical analysis.
    Grinding tests about fuel have been carried out on the RDF to find out the best size for a
    process in a cyclone combustor. The RDF cannot be ground or crushed, but can be chopped
    and reduced to a small size, with a reduced moisture content to avoid problems of fuel
    packing and dust emission.
    This combustion process was designed in order to obtain the following objectives:
    complete RDF combustion/gasification
    a clear separation of slag from flue gas
    an inert slag
    possibility of using the slag, as raw material.
    Experimental tests have been carried out on the pilot plant of CSM – COMBUSTION
    STATION of Genoa (ITALY). During the combustion trials, the following magnitudes have
    been measured:
    Internal cyclone temperature to allow slag melting (T=1500 – 1600 °C)
    Air flow rate control to allow low NOx emissions
    Best proportion of melting additives used (CaO- Fe2O3)
    Carbon content in slag
    Flue emissions in atmosphere after the post combustion chamber.
    The cyclone temperature is constant and the slag inside the cyclone melts down and is
    separated over the walls and drops down in a lower cavity designed on purpose. The cyclone
    is positioned with an inclination of 10° with respect to the horizontal line to facilitate the slag
    dropping down; the slag quench is obtained with cold water.
    Elementary tests have been carried out on the slag, which proved to be inert. Several kg of
    RDF have been fired with natural gas support and about 200 kg of slag have been produced.
    Different tests are being carried out, in the ROAD EXPERIMENTAL CENTRE-ANAS of
    Rome (ITALY), for physical-chemical characteristic of the slag obtained (which is
    particularly heavy, i.e. about 3 g/cm3, results of compression test after 7 days on different
    samples- 3.5 N/mm2, of the traction test- 0.5 N/mm2); the slag can be used in road
    construction, as material to road foundations.
    The pilot plant has an emission control system to check NO2, NO, SO2, CO, CO2 plus
    collects samples of flue gas (at the exit from the post combustion chamber); results confirm
    the possibility to comply with present Italian regulations.
    This combustion trials proved the feasibility of the proposed process / plant to get rid of
    RDF, producing inert slag that can be sold as raw materials, with a combustion process that
    does not give problems from the environmental point of view.
    Dr.Ing. Marzia Taddei
    Via A. Zambrini, 47
    Lido di Ostia, 00121 ROMA
    Tel. 06/56338494
    Cell. 0333 3122228

    IN UN IMPIANTO DEL GENERE E’ IMPOSSIBILE UTILIZZARE PAGLIA CHE HA UN PESO SPECIFICO MOLTO BASSO RISPETTO AL CDR.
    EPPURE A CARESANA VIENE PROPOSTA PROPRIO LA TECNOLOGIA DEL CICLONE SCAMBIATORE.
    PURTROPPO NON RIESCO A CARICARE LE IMMAGINI DEL PROTOTIPO MA VI GARANTISCO CHE SONO IMPRESSIONANTI

  34. Il COSER SPERA CHE LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DELLA SEI DI SETTIMO TORINESE NELLA BIOPOWER VERCELLESE AUMENTI ULTERIORMENTE.
    DOMANDA: A COSA VI FA’ PENSARE TUTTO CIO’??

    Giorgio, questo fa pensare a due cose: la prima è che hanno finalmente torvato un’azienda che di queste cose ha almeno sentito parlare, ed esiste veramente.
    La seconda (che per “qualcuno” è solo un’invenzione giornalistica) è la cosa che tutti hanno pensato fin dall’inizio: il vero scopo della cosiddetta centrale a biomassa…

  35. Problema n.1
    Con la mia famiglia abbiamo comprato una casa a Caresana per andarcene dal traffico e dall’inquinamento della città e guarda che bel regalo che vogliono farci. Ma come mai nessuno sapeva niente di niente, ma per queste decisioni perchè il sindaco non ha provato a sentire cosa ne pensava la gente. Perchè chi amministra questo paese ci deve far rimpiangere di aver scelto Caresana per venirci ad abitare. Perchè vuole condannarci a respirare fumo pericoloso contro la nostra volontà?
    SINDACO QUI NESSUNO VOLE QUESTA CENTRALE!!!!!!!!!!

    Commento di Luis 08.6.pm @ 18:27:40

    Oltre a ciò il valore del tuo immobile è destinato a scendere inesorabilmente.
    Se oggi la tua casetta vale diciamo
    100.000 euro, con la presenza di un
    inceneritore di rifiuti, non varrà più
    niente.
    Problema n.2
    “Un bilancio più deludente è stato invece quello messo in mostra nella relazione di Roberto Garavaglia. L’intento di dar vita ad un’esperienza innovativa di generazione di energia elettrica da biomasse portato avanti dalla Euroenergy Group, società del Gruppo Marcegaglia, ha condotto alla realizzazione di un’unica centrale da 14 MWe, ubicata in provincia di Crotone.

    L’elevato costo della materia prima, lievitato significativamente anche per effetto dell’entrata in esercizio di altre 3 centrali a biomasse in Calabria, ha fatto desistere Euroenergy Group da portare a compimento il proprio programma di realizzazione di altre centrali.

    L’investimento per questo tipo di centrali – ha dichiarato Garavaglia – non è più remunerativo e il meccanismo dei certificati verdi” offre poche garanzie. L’interesse della società è tuttavia rimasto ancorato al settore delle biomasse, ma è stato spostato sulla valorizzazione energetica dei rifiuti, con progetti di impianti in Puglia destinati a bruciare CDR e con attività di ricerca nel settore della gassificazione di biomasse e CDR.

    Fonte:

    http://www.enel.it/rinnova/it_biomasse_dettaglio.asp

    Questo significa che usare biomasse vergini, rende poco o niente per cui come è possibile garantire 2,5 milioni di euro/anno al Coser??

    Problema n. 3
    “Scusate se uso questo mezzo per fare qualche domanda ai nostri amministratori:
    1) cosa centra il coser se questa centrale vengono a costruircela alle porte del nostro paese sulla nostra terra vicino alle nostre case, l’area inustriale del coser è un altra( statale Stroppiana-Pezzana).
    2) Se i problemi di inquinamento li becchiamo tutti noi di Caresana perchè i benefici li dobbiamo dividere con gli altri paesi del coser, anche quelli più distanti come ad esempio Pertengo o addirittura Costanzana (avevo letto sul volantino che è il paese più distante) i quali non saranno toccati ne dal traffico di camion ne dallo smog della centrale.
    3)perchè i nostri amministratori vogliono farsi soppraffare dal coser e non vogliono tener conto della gente che cominciando a capire qualcosa, non mi sembra sia molto favorevole a questa costruzione.
    angel

    Commento di angel 08.5.pm @ 17:11:12
    Da alcuni commenti sembra di capire che tutto sommato è meglio dividere in tre che in sei.
    Attenzione, anche bruciando rifiuti, si guadagna bene, ma nessuno vi darà mai 2,5 milioni di euro anno su un utile di sette / otto milioni.
    ARPAGAUS non è mica scemo.
    Fatto l’impianto, il modo per non pagare lo si troverà.
    Un saluto

  36. PROBLEMA N. 4

    Traduciamo il tutto in una grandezza per noi più usuale come il watt. Tenendo conto che 1KJ = 2.78 x 10-4KW avremo che questo calore prodotto si traduce in un’energia termica di

    E = 145 · 1010 KJ x 2.78 · 10-4 KWh/KJ = 403.000 · 103 KWh = 403· 103 MWh

    Non ho controllato i conti e non conosco il progetto.

    403000 MW termici diviso 8000 ore anno
    vuol dire 403000/8000 = 50,375 MW termici/ora

    UN IMPIANTO TERMICO AL DI SOPRA DEI 50 MW
    HA LA NECESSITA’ DI AVERE PRONUNCIA DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE PER ESSERE APPROVATO (VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE)

  37. La Stampa domenica 16 settembre 2007
    Vercelli e provincia 59
    ,t r.,r’:rrt.:rr iai;;, ,Ll .:r’:.’{.ilra:r,t ;rt..r*.rrr: ,* .r*]ì,
    CARESANA PER VAUTARE L’IMPIANTO
    Centrale a biomasse
    “Biopower”porta
    delegazione in Germania
    di WALTER CAMURATI
    Il progetto dela centrale elet
    trica a biomasse proposto dalla (Bjopower vercell6e srl),e
    il sùo impatto ambientale, dovranno essere valutati con la massima serieta dagli organi
    tecnici lo ha dichiarato il presidente
    della Provincia Renzo Masoero dopo che, insieme
    con gli assessori aÌl’Ambiente
    Fabrizio Finocchi e al Lavoro
    Roberto Saviolo, ha incontrato
    i sindaci dei Comuni di Caresana,
    Costanzana, Motta de’
    Conti, Pertengo, Pezzana e
    Stroppiana componenti del Coser,
    il Consorzio intercomunale
    dei servizi. “con i sìndaci
    ha aggiuto il presidente - abbiamo
    concordato sul fatto
    che il valore principale da osservare
    nell’azione politica è la
    salute dei cittadini). ll proget
    to prevede che la centrale, da
    costruire in territorio di Caresana
    dalla (Biopower vercellese
    srl) per conto deÌa svizzera
    <Rrt power, funzioni bruciando
    lolla e paglia di riso e, sfrúttando
    il principio dello scambio
    di calore a ciclone), raggiùnga
    ùna potenza dì 20 megawatt
    producendo 162.490
    megawattore all’anno di energia
    elettrica e 49.540 di energia
    termica, con I’impiego di
    30 persone. In compenso la
    (Biopower, che nell’affare con
    ta di investire 63 milioni di eùro,
    erogherà ai sei Comuni 600 mila
    euro all’anno per dodici anni e
    altri 400 mila euro per integrare
    le rette delle case di riposo di
    Caresana e Costanzana.
    Il progetto era stato aspra
    mente contestato da Legambiente
    , dai Verdi con la distribuzione
    di 8 mila volantini, e anche
    da alcuni consiglieri comunali
    dei sei paesi componenti del Coser.
    Oggi però è caduta anche
    una delle principali obiezioni se
    condo cui la biopower non
    avevÀ mai realizzato impianti
    del genere infatti I’azienda ha
    invitato una delegazionè tecnica
    ad un sopraluogo in Germania,
    dove è già in funzione una centrale a
    biomasse identica a quella
    progettata per il Coser. Ha
    commentato il presidente Masoèro:
    (Sarà un’esperienza importante,
    che ci pemetterà di acquisire elementi che metteremo
    a disposizìone della conunità
    nel corso di un’assemblea pubblica,
    da convocare per chiarire
    tutti i dubbi dei cittadini.

    PER GLI AMICI DELL’ASSOCIAZIONE, QUESTO E’
    L’ARTICOLO APPARSO SU “la stampa” CRONACA DI VERCELLI IN DATA 16 SETTEMBRE 2007.

    ALLORA DA QUELLO CHE SI LEGGE, IL PRESIDENTE
    DELLA PROVINCIA DI VERCELLI MASOERO
    INCONTRA I SINDACI DEL COSER E DICHIARA
    CHE IL PROGETTO SARA’ VALUTATO CON SERIETA’
    DAGLI ORGANI (PROVINCIA DI VERCELLI).
    ALL’INCONTRO PRESENTE ANCHE FINOCCHI ASSESSORE
    ALL’AMBIENTE E (GUARDA CASO)SAVIOLO ASSESSORE
    AL LAVORO.
    TUTTI CONCORDANO CHE LA SALUTE DEI CITTADINI E’
    IMPORTANTE (NON SI REGALA MA SI VENDE ED IL
    PREZZO STABILITO CAMURATI LO DICE PIù AVANTI)
    CIO’ PREMESSO, PASSIAMO ALLE FROTTOLE.
    APPRENDIAMO CHE LA POTENZA ELETTRICA E’ TORNATA AD ESSERE 20 MW ELETTRICI E NON PIU’ 17 MW
    MA ALLORA PRESIDENTE LEI CHE VALUTA CON SERIETA’
    STA CENTRALE A QUANTO GIRA??
    DOVREMO MICA FARE IL VAFFA DAY ANCHE A CARESANA??

    SECONDA BALLA.
    LA CENTRALE UTILIZZA LOLLA
    E PAGLIA.
    LA LOLLA NON è NEANCHE SUFFICIENTE PER GLI IMPIANTI
    ESISTENTI E LO SANNO TUTTI (LEI COMPRESO
    SIGNOR PRESIDENTE CHE GESTISCE LA PROVINCIA ORMAI DA DIVERSI ANNI)PER CUI RIMANE LA PAGLIA
    DI RISO. SE RIPARAMETRIAMO I 20 MW ELETTRICI
    ALLA NECESSITA’ DI PAGLIA (CON RENDIMENTI PROSSIMI AL 30% COME DICHIARATO DA BIOPOWER
    (POTENZA TERMICA DI CIRCA 70 MW TERMICI/ORA)
    SERVIRANNO ALLA CENTRALE NON MENO DI 160000 TONNELATE/ANNO DI PAGLIA.
    CONSIDERAZIONI FATTE DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PORTANO LA DISPONIBILITA’ DI PAGLIA
    INTORNO ALLE 50/60000 TONNELATE (ANCHE QUESTE COSE IL NOSTRO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MASOERO LE SA BENE).

    TERZA BALLA

    LA SOCIETA’ BIOPOWER (COME FECE A CEVA)HA PRESENTATO NEL PROGETTO UN ELENCO DI CODICI RIFIUTI LUNGO DUE PAGINE PER INTEGRARE LA PAGLIA
    ED ANCHE QUESTA COSA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA,
    L’ASSESSORE FINOCCHI ALL’AMBIENTE E NATURALMENTE
    L’ASSESSORE AL LAVORO SAVIOLO (TALE PADRE TALE FIGLIO)LE SANNO BENISSIMO.

    QUARTA BALLA
    LA STAMPA E CAMURATI GIOISCONO
    “Oggi però è caduta anche
    una delle principali obiezioni se
    condo cui la biopower non
    avevÀ mai realizzato impianti
    del genere infatti I’azienda ha
    invitato una delegazionè tecnica….
    LA RRT NON HA MAI COSTRUITO IMPIANTI DI QUESTO GENERE http://www.rrt-ag.ch/
    L’UNICO IMPIANTO AL MONDO CHE UTILIZZA IL CICLONE,
    E’ LA CEMENTERIA DI Holcim presso Lägerdorf è probabilmente
    quello visitato da una delegazione della Comunità montana
    valli Mongia Cevetta e Langa cebana e del comune di Ceva
    nel luglio 2005 e che secondo le intenzioni del proponente
    avrebbe dovuto costituire la referenza per l’impianto
    proposto a Ceva. Visita per altro citata nella lettera di
    accompagnamento al progetto protocollata in data 21
    giugno 2006 prot.n.5992
    Die Holcim (Deutschland) AG ist Norddeutschlands führender Baustoffhersteller mit Sitz in Hamburg. Kerngeschäft des Unternehmens ist die Produktion von Zement und Klinker (PRODUZIONE DI KLINKER E CEMENTO)http://www.holcim.com/de
    http://files.meetup.com/218789/Presentazione%20Caresana%2026%20gennaio%202007.pdf
    LA RRT HA FATTO UN TENTATIVO IN GERMANIA DI COSTRUIRE UN INCENERITORE http://www.cdu-sottrum.de/aktuelles/aktuelles.htm
    E LI HANNO MANDATI A V……O
    ANCHE QUESTE COSE IL NOSTRO PRESIDENTE MASOERO LE SA MOLTO BENE, ALTRO CHE DIRE SARA’ UNA ESPERIENZA IMPORTANTE.
    POI CAMURATI, INDORA LA PILLOLA CON LA STORIA DEI SOLDONI (QUINTA BALLA)TANTI ANZI TANTISSIMI CHE VERRANNO REGALATI AI CITTADINI DEL COSER.
    APRITE GLI OCCHI.
    UN SALUTO

  38. Bravo Giorgio, è una vergogna che si valuti la salute della gente con il denaro. Occorre abbattere queste vergognose caste che sono radicate sul nostro territorio ormai da molti anni. E poi, che c… è andato a fare l’assessore al lavoro saviolo roberto in Germania, che si occupi del suo assessorato se ne è capace. A tutti gli amici dell’associazione: andate avanti non facciamoci prendere in giro. Questi svizzeri vadano a casa loro a fare un bell’inceneritore.

  39. Bravissimo Giorgio parole sacrosante non avrei saputo dire di meglio! Penso che ora sia il momento di dare anche noi una mano a questi ragazzi che ci hanno aperto gli occhi, proporrei di unirci a loro perchè potrebbero avere bisogno di aiuto e perchè questa battaglia la possiamo vincere solo tutti insieme!

  40. Ciao sono un membro della minoranza consiliare di Costanzana, innanzitutto voglio dare il mio sostegno personale alla vostra iniziativa, farò di tutto per essere presente all’incontro di Stroppiana; inoltre desidero rassicurare i Caresanesi che sebbene il nostro sia il paese più lontano dalla centrale, anche parte dei costanzanesi è PROFONDAMENTE CONTRARIA A QUESTO TIPO DI INSEDIAMENTO NEL NOSTRO TERRITORIO! Purtroppo mi sembra di rivedere quanto è successo una quindicina di anni fa da noi quando l’amministrazione comunale di allora tentò, senza far sapere niente a nessuno e con la connivenza di parte dei politici vercellesi, di portare una discarica di rifiuti nocivi nel bel mezzo delle risaie costanzanesi. Fortunatamente, grazie alla mobilitazione popolare, riuscimmo a scongiurare il pericolo.
    Non mollate!

  41. Ciao, anch’io sono un membro della Minoranza di Costanzana e sono anche componente del Consiglio del Co.Ser. ma nemmeno io, pur avendo chiesto ufficialmente ai Sindaci di informare le popolazioni dei singoli Comuni fin dal luglio 2006 non ho avuto soddisfazione in merito anzi …
    Per fortuna grazie alla costituzione del Vostro Comitato la gente sta avendo quell’informazione che non ha voluto e saputo dare la Pubblica Amministrazione.
    Continuate così!!!
    Se vi può servire il mio aiuto sono a vostra disposizione.

    Ferruccio Baraggiolo

  42. RIFLESSIONE!!

    Mi hanno molto colpito le parole dell’Assessore all’ambiente della Provincia di Vercelli FINOCCHI.
    “bruciare altro sarebbe una follia, vorrebbe dire buttare al vento un investimento milionario..”.
    Proviamo a fare due conti.

    CON LA PAGLIA E LA LOLLA

    con 150000 tonnelate di paglia Produco 160000 MWe/h a 200 euro/MWe = 32 milioni di euro
    però pago la paglia 60 euro/ton e quindi 150000 * 60 euro = 9 milioni di euro di costo

    Lasciando stare altri costi avrò 32 - 9 = 23 milioni di euro.

    Con l’immondizia
    con 150000 tonnelate di immondizia Produco 160000 MWe/h a 200 euro/MWe = 32 milioni di euro
    però per l’immondizia mi pagano 130 euro/ton e quindi 150000 * 130 euro = 19 milioni e mezzo di euro
    32 milioni + 19,5 milioni = 51,5 milioni di euro.

    ASSESSORE FINOCCHI DOVE STA LA PERDITA????

    PERCHE’ DICHIARA CHE A BRUCIARE ALTRO CI SI PERDE?

    OVVERO SI BUTTANO VIA MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTO?????????????????

    COME ASSESSORE ALL’AMBIENTE QUESTI CONTI, LEI, DOVREBBE AVERLI IN TESTA MOLTO PIU’ DI CHIUNQUE ALTRO.

    LEI TENTA DI TRANQUILLIZZARE DICENDO CHE SE BRUCIANO ALTRO SONO DEI PAZZI, IO LE HO DIMOSTRATO CHE SE BRUCIANO ALTRO SONO DEI FURBI ED INTASCANO QUASI IL DOPPIO.

    BEN SAPENDO CHE FRA TRE ANNI L’INCENERITORE DI VERCELLI SARA’ SPENTO??

    E’ QUESTA LA SERIETA’ NEL VALUTARE LE COSE PER LA TUTELA DEI CITTADINI.

    ASSESSORE A CHE GIOCO GIOCHIAMO?????????

  43. CARI AMICI AVETE GIA’ UN FRATELLINO.

    PIGNATARO- Apprendiamo dal sito ufficiale del Comune che, in data 20 settembre, è “stata firmata, presso la sede comunale, la convenzione tra la Biopower srl ed il comune di Pignataro Maggiore per la realizzazione di una centrale a biomasse vergini.
    La convenzione prevede un ristoro ambientale di circa 300 mila euro annue, un ritorno occupazionale per circa 20 giovani di Pignataro e la nomina di una commissione di controllo a spese della stessa società”.

    Dopo i no alla Q8 e alla piattaforma, il popolo ambientalista non è riuscito, per il momento, ad impedire l’insediamento della cosiddetta centrale a biomasse.

    Secondo gli ambientalisti ci sarebbero comunque “vizi” nella fase dell’ iter autorizzativo, e non è escluso il ricorso alla Magistratura amministrativa per impedire l’insediamento dell’impianto

    L’11 agosto fu affisso, sulle mura dei comuni dell’Agro caleno, un manifesto a firmato dal Movimento Civico “Uniti per Vitulazio” e dal Comitato Civico di lotta di Pignataro Maggiore, dove si leggeva “ TI PREME IL TUO FUTURO E QUELLO DEI TUOI FIGLI?
    “A poca distanza dai nostri centri urbani – nel silenzio - si vuole realizzare una centrale a biomasse. A Termoli, nel Molise, una centrale simile ha fatto crescere i casi di tumore del 41%. Ed e’ tutto documentato. Purtroppo, in queste centrali non si brucia solo materiale ecologico: si smaltiscono anche i rifiuti tossici !!! Qui nei nostri paesi la percentuale di tumori e’ già tra le più alte. Una centrale simile renderebbe l’atmosfera invivibile in un futuro non lontano. Che scelte vogliamo operare? Noi diciamo no a chiunque vuole mettere a rischio la salute di tutti! Noi diciamo no alla centrale a biomasse! Il Comitato Civico è aperto a tutti gli uomini di buona volontà per la salvaguardia della salute e dell’ambiente.”

    Viste le massicce mobilitazioni popolari in passato contro la Q8, la piattaforma, la centrale di Sparanise, è molto probabile che nei prossimi giorni il popolo ambientalista decida di promuovere una manifestazione per ribadire il suo no all’insediamento della cosiddetta centrale a biomasse.

    B/M

  44. ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE E’ DIABOLICO.

    Enrico De Maria, Direttore de ” La Stampa” Cronache di Vercelli, insiste.
    Nell’articolo di oggi (26.09.2007) riguardo alla Assemblea pubblica che si terrà a Stroppiana, torna a dire:” sarebbe caduta una delle più forti perplessità legate al progetto, quella secondo cui Biopower non avrebbe mai realizzato prima d’ora impianti del genere. L’azienda ha infatti invitato una delegazione tecnica ad un sopralluogo in Germania proprio dov’è stata costruita. Una centrale a biomasse precedente.”

    Egr. Direttore, visto che questa notizia rimbalza di continuo sul suo giornale (prima Camurati ed ora Lei) perchè non ci dice cortesemente (visto che è diritto e dovere del giornalista verificare le notizie prima di pubblicarle)dove si trova questo benedetto impianto e come si chiama la Società che lo gestisce.
    Le informazioni è possibile averle anche senza correre in Germania.
    Io ribadisco che LA RRT NON HA MAI COSTRUITO IMPIANTI DI QUESTO GENERE http://www.rrt-ag.ch/
    L’UNICO IMPIANTO AL MONDO CHE UTILIZZA IL CICLONE,
    E’ LA CEMENTERIA DI Holcim presso Lägerdorf è probabilmente quello visitato da una delegazione della Comunità montana valli Mongia Cevetta e Langa cebana e del comune di Ceva nel luglio 2005 e che secondo le intenzioni del proponente avrebbe dovuto costituire la referenza per l’impianto proposto a Ceva.
    Se Lei, sig. Direttore, ha informazioni diverse, per cortesia, le fornisca.
    Saluti
    Giorgio

  45. http://www.ciigbc.org/images/Photos/Was13.pdf

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  47. Mamma mia funziona la centrale!!!!!! Non è ancora stata costruita e gia incenerisce! ma non la paglia e la lolla di riso (utile e prezioso organico per il terreno dei campi) ma il sindaco! E gli otto consiglieri vedendo fumo giustamente si dimettono! E a parer mio giustamente… E chissà chissà chissaà!!!!! Quante ne dovremo ancora sentire e vedere!!!!
    Aspettiamo la verifica dell’impatto ambientale, prepariamoci ai successivi “fulmini a ciel sereno”
    Forza associazione siete la speranza e la forza dei cittadini, grazie perchè avete “svelato” e fatto luce su una vicenda che i nostri amministratori (da noi votati) avrebbero voluto farci bere come una grande risorsa territoriale!
    CONTINUATE COSì SIETE DEI GRANDI!
    AUGURONI!!!!!

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